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30 ottobre 2015, con una solenne celebrazione
nel Duomo di Milano, il card. Angelo Scola ha chiuso
per la Provincia S. Cuore dell'Opera Don Guanella
l'anno Centenario della morte di san Luigi Guanella.

Guarda il video dell'Omelia del Card. Angelo Scola

NOTIZIE

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Roma: Papa Francesco incontra la Famiglia Guanelliana

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Il discorso di PAPA FRANCESCO alla FAMIGLIA GUANELLIANA in pellegrinaggio a Roma, Giovedì, 12 novembre 2015

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Vi ringrazio per le parole che mi avete rivolto. Non solo mi avete presentato la vostra Opera, ma in qualche modo avete anche voluto accogliermi nella vostra famiglia. Oggi per voi è una solennità importante: festeggiate la Madre della Divina Provvidenza, che è la vostra patrona, e soprattutto è per voi proprio la Madre di famiglia, come voleva san Luigi Guanella.

Avete appena celebrato il primo centenario della sua nascita al cielo. Vorrei provare a immaginare che cosa lui potrebbe dirvi per confermarvi nella fede, nella speranza e nella carità. Certamente lo farebbe con la sua semplicità schietta e genuina; e allora ho pensato a tre verbi concreti: fidarsi, guardare e affrettarsi.

Fidarsi. La vita di Don Guanella ha avuto al centro la certezza che Dio è Padre misericordioso e provvidente. Questo era per lui il cuore della fede: sapersi figlio sempre amato, di cui il Padre si prende cura, e quindi fratello di tutti, chiamato a infondere fiducia. Dio è padre e non riesce a non amarci. Nemmeno è capace di stare lontano dai suoi figli. Se siamo distanti da Lui, veniamo attesi; quando ci avviciniamo, siamo abbracciati; se cadiamo, ci rialza; se siamo pentiti, ci perdona. E desidera sempre venirci incontro. San Luigi ha tanto creduto in questo amore concreto e provvidente del Padre, da avere spesso il coraggio di superare i limiti della prudenza umana, pur di mettere in pratica il Vangelo. Per lui la Provvidenza non era una “poesia”, ma la realtà. Dio ha cura di noi e vuole che ci fidiamo di Lui.

Penso che il Padre celeste sia molto dispiaciuto, quando vede che i suoi figli non si fidano pienamente di Lui: credono forse a un Dio lontano, più che nel Padre misericordioso. In tanti può sorgere anche il dubbio che Dio, pur essendo Padre, sia anche padrone. Allora sembra meglio non affidarsi a Lui fino in fondo, perché potrebbe chiedere qualcosa di troppo impegnativo o persino mandare qualche prova. Ma questo è un grande inganno: è l’inganno antico del nemico di Dio e dell’uomo, che camuffa la realtà e traveste il bene da male. È la prima tentazione: prendere le distanze da Dio, intimoriti dal sospetto che la sua paternità non sia davvero provvidente e buona. Dio è invece soltanto amore, puro amore provvidente. Egli ci ama più di quanto amiamo noi stessi e sa qual è il nostro vero bene. Per questo desidera che nel corso della vita diventiamo quello che siamo dal momento del Battesimo: dei figli amati, che sono in grado di vincere la paura e di non cadere nel lamento, perché il Padre ha cura di noi.

Siete convinti di questo?

Il secondo verbo è guardare. Il Padre creatore suscita anche la creatività in coloro che vivono come suoi figli. Allora essi imparano a guardare il mondo con occhi nuovi, resi più luminosi dall’amore e dalla speranza. Sono occhi che permettono di guardarsi dentro con verità e di vedere lontano nella carità. A questo sguardo gli altri non appaiono come ostacoli da superare, ma come fratelli e sorelle da accogliere. Si scopre così, come disse Don Guanella, che «l’amore del prossimo è il conforto della vita».

Nel mondo non mancano mai i problemi e il nostro tempo conosce purtroppo nuove povertà e tante ingiustizie. Ma la più grande carestia è quella della carità: servono soprattutto persone con occhi rinnovati dall’amore e sguardi che infondano speranza. Perché «l’amore farà trovare modi e discorsi per confortare chi è debole», diceva ancora il vostro fondatore.

A volte la nostra vista spirituale è miope, perché non riusciamo a guardare al di là del nostro io. Altre volte siamo presbiti: ci piace aiutare chi è lontano, ma non siamo capaci di chinarci verso chi vive accanto a noi. Talvolta, invece, preferiamo chiudere gli occhi, perché siamo stanchi, sopraffatti dal pessimismo. Don Guanella, che raccomandava di guardare Gesù a partire dal suo cuore, ci invita ad avere lo stesso sguardo del Signore: uno sguardo che infonde speranza e gioia, capace al tempo stesso di provare un «vivo senso di compatimento» nei confronti di chi soffre.

E infine, affrettarsi. «I poveri sono i figli prediletti» del Padre, diceva san Luigi, che amava ripetere: «chi dà ai poveri, presta a Dio». Come il Padre è delicato e concreto nei riguardi dei figli più piccoli e deboli, così anche noi non possiamo far attendere i fratelli e le sorelle in difficoltà, perché – sono sempre parole di Don Guanella – «la miseria non può aspettare. E noi non possiamo fermarci fino a quando ci sono poveri da soccorrere!». La Madonna si affrettò per raggiungere la cugina Elisabetta (cfr Lc 1,39). Anche noi ascoltiamo l’invito dello Spirito ad andare subito incontro a chi ha bisogno delle nostre cure e del nostro affetto, perché, come insegnava san Luigi, «un cuore cristiano che crede e che sente non può passare davanti alle indigenze del povero senza soccorrervi».

La vostra famiglia è sorta nella fiducia del Padre, sotto lo sguardo di Gesù e nelle mani materne di Maria. Vi ringrazio per il bene che fate e vi incoraggio a continuare, senza stancarvi. Vi benedico tutti con affetto. E vi chiedo per favore di pregare per me. Non dimenticatevi!

Adesso vi invito a pregare la Madonna: Ave o Maria, ...

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 roma_convegno2015.jpg 06-11-2015
Roma: Convegno "Luigi Guanella: memoria, profezia ed eredità"

Luigi Guanella: memoria, profezia ed eredità in un convengo a Roma dal 6 all’8 novembre

A pochi giorni dall’udienza che la famiglia guanelliana avrà con il Santo Padre il prossimo 12 novembre nell’anno centenario della nascita al cielo del fondatore, religiosi, religiose e laici ne approfondiscono memoria, profezia ed eredità con un convegno dal 6 all’8 novembre a Roma presso l’Auditorium delle Pie Discepole del Divin Maestro.

Apertura dei lavori nel pomeriggio con il saluto della Superiora Generale della Congregazione femminile, le Figlie di Santa Maria della Provvidenza, Madre Serena Ciserani e approfondimento sul tema a cura di don Fabio Pallotta, del Centro Studi guanelliani. A seguire la presentazione del VI volume dell’Opera Omnia guanelliana e la visione del documentario “Il coraggio di amare” del 1981 di Riccardo Munaò.

Sabato 7 l’intervento di Padre Alfonso Crippa, superiore generale dei Servi della Carità e a seguire la presentazione di un’opera promossa dai religiosi e laici, rappresentativa per continente: Il centro di riabilitazione di Via Aurelia Antica per l’Europa, la missione a Coyhaique-Cile per il Sud America, la Citè Guanella a Kinshasa per l’Africa e il St. Joseph Nivas in India.

Nel pomeriggio tavola rotonda sull’eredità del fondatore moderata da don Bruno Capparoni. Domenica infine, dopo il saluto di Mons. Josè Protogenes Luft, la relazione di don Marco Grega, Superiore provinciale per Nord Italia, Svizzera e Israele, sull’ “L’Opera don Guanella: un dono che continua nella chiesa e nel mondo”.

«Un appuntamento prezioso di verifica del carisma e delle capacità di risposta alle povertà odierne – sottolinea don Umberto Brugnoni, vicario generale – che si pone al termine dell’incontro di formazione permanente riservato a tutti i Superiori provinciali della Congregazione e in apertura dell’assemblea dei Cooperatori guanelliani, centinaia nel mondo, per l’approvazione dello Statuto, in preparazione all’attesa udienza che Papa Francesco riserverà alla famiglia guanelliana il 12 novembre in Aula Nervi con già oltre 4 mila presenze registrate, provenienti da tutte le 21 missioni del mondo».

 duomomilano_chiusuracentenario.jpg 30-10-2015
Nel Duomo di Milano la chiusura del Centenario Guanelliano

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Venerdì 30 ottobre l’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, ha presieduto nel Duomo di Milano la Santa Messa a conclusione delle celebrazioni per il centenario della morte di San Luigi Guanella, alla presenza della Famiglia guanelliana e di tanti amici e fedeli.

«Abbiamo bisogno di braccia amorose come quelle di San Guanella che ci facciano sentire “a casa”. Come sarebbe diverso il mondo se portassimo nella quotidianità lo stile di vita di questo grande Santo». In un Duomo gremito, con la concelebrazione solenne presieduta dal cardinale Scola nella sua veste di Metropolita della Regione Ecclesiastica Lombarda, si conclude il Centenario guanelliano, che con molte iniziative ha ricordato il ritorno alla Casa del Padre (24 ottobre 1915) del fondatore della grande Famiglia che da lui prende il nome.

Davanti all’altare maggiore, su diverse file, sono disposte le carrozzine dei malati, ma sono tantissimi anche i ragazzi delle scuole - come i bimbi della “Sant’Agnese” di Saronno che animano i canti -, le “Figlie di Santa Maria della Provvidenza” (la Congregazione fondata nel 1881), i laici dell’Associazione Cooperatori, quelli del Movimento Laicale Guanelliano e Giovanile Guanelliano (M2G), «espressione della grande familiarità che vive nelle vostre Case», osserva l’Arcivescovo. Oltre settanta i sacerdoti concelebranti, tra cui alcuni ausiliari di Milano, i vescovi di Como (diocesi in cui nacque, iniziò la sua opera e morì San Guanella) monsignor Coletti e di Cremona monsignor Lafranconi, e decine di sacerdoti della Congregazione dei Servi della Carità, avviata dal Santo nel 1894.

Porta il saluto iniziale il Provinciale per il nord Italia don Marco Grega, a nome del Superiore generale don Alfonso Crippa, e dice: «Oggi desideriamo vivere questo intenso momento di gioia per il dono della santità di San Guanella che è strada di vita sicura, via evangelica per tanti che faticano nella vita. L’essere qui insieme esprime il nostro camminare con la Chiesa e la nostra chiamata ad arricchire le Chiese locali con il carisma guanelliano».

Il ricordo è per il beato Andrea Carlo Ferrari che, celebrando cento anni fa i funerali del Fondatore nel Duomo di Como, segnò un legame forte con la Chiesa ambrosiana, che dura e fiorisce ancora oggi. Ed è allora il successore del beato Ferrari, il cardinale Scola, a delineare, partendo dalla pagina di Matteo 25, il senso di una presenza forte e di una esemplarità da seguire: «Il brano del Vangelo descrive la drammatica scena del giudizio finale e quindi riguarda tutti noi. Saremo tutti giudicati alla fine e lo siamo già fin d’ora. Gesù stabilisce un legame forte di solidarietà e fraternità tra Lui, Figlio di Dio incarnato e ogni uomo e donna, soprattutto con chi si trova nel bisogno. Questo respiro grande e universale fu ben compreso da don Guanella».

È Cristo, infatti, che ha allargato l’idea della famiglia e della fraternità, che non è più solo quella del sangue, ma prende al suo interno tutti coloro che lo seguono, che cercano e indagano il senso della vita. Ma come ha potuto fare questo il Figlio dell’uomo? «Donando interamente se stesso sulla croce resa gloriosa con il suo amore profondo che diventa così, per ciascuno di noi, motivo di speranza e ci permette di guadagnare un senso del vivere nonostante i limiti dell’uomo, le prove, che qualcuno sperimenta in modo più drammatico», sottolinea Scola. L’invito è a vivere, soprattutto in chi ha la responsabilità del carisma sacerdotale ispirato al Santo, «questa nuova familiarità, facendo sentire “di casa” chi è nel bisogno grave».

Il richiamo dell’Arcivescovo è anche personale: «Io stesso, fin da giovane, ho potuto toccare con mano questo essere “di casa” nell’importante Casa guanelliana di Lecco». Realtà, sorta già nel 1910, che attualmente ospita una quarantina di ragazzi tra i 14 e 21 anni, di una ventina di nazionalità diverse, con alle spalle situazioni di disagio, inviati alla struttura dal Tribunale dei Minori.

Dunque, un esempio quello di san Guanella, che continua, pur nelle trasformazioni del presente, con l’unica strada della carità, “In caritate Christi”, per usare le ultime parole pronunciate dal Santo: «Il modello della carità lo troviamo in Dio, uno e trino, circolazione di carità e di amore tra il Padre e il Figlio che genera lo Spirito santo, immagine e frutto perfetto di tale legame. La carità, cioè la vita donata giorno dopo giorno, diventa, allora, il criterio del giudizio. Lo diventa fin da ora e lo sarà alla fine». Per questo San Paolo, nella Lettera ai Colossesi appena risuonata, può dire: “Chiamati in un solo corpo”.

È questa, la tensione all’unità, nata dalla nuova parentela in Cristo, che - spiega il Cardinale - «ho potuto vedere al Sinodo, dove abbiamo riflettuto sul ruolo insostituibile della famiglia come rapporto stabile e fedele tra uomo e donna aperto alla vita, che deve diventare il criterio, il modo, attraverso il quale noi viviamo dentro la famiglia umana. Famiglia nella quale ci deve essere posto per tutti, pur nei limiti e nelle fatiche umane. La nostra vita è chiamata a essere una progressiva immedesimazione a Lui. Come sarebbe diverso il mondo se portassimo nella quotidianità lo stile di vita di questo grande Santo».

E alla fine, dopo aver portato personalmente la comunione ai malati e venerato la reliquia dalle ossa del Santo posta in altare maggiore, l’Arcivescovo aggiunge: «Ricordiamo l’amicizia tra il beato Ferrari e San Guanella. Siamo onorati di questa santità e grati perché voi la rendete presente, in una società non facile, ma piena di avventure che ha bisogno di uomini e donne veri che tendono alla santità».

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 guanella_cassago2015.jpg 22-10-2015
A Cassago Brianza celebrazione per l'Anno Centenario Guanelliano

Scarica qui LOCANDINA dell'evento

a cura di don Francesco Sposato

Domenica 25 ottobre 2015 nell'Istituto S. Antonio - Opera don Guanella di Cassago Brianza (Lecco) mons. NUNZIO GALANTINO, segretario generale della CEI, sarà presente tra i RAGAZZI della Casa, con i loro Familiari, i Cooperatori, gli Amici e gli Ex Allievi, per celebrare il Centenario della nascita al Cielo di don Guanella

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 guanella_milano2015.jpg 21-10-2015
Nel Duomo di Milano la chiusura dell'Anno Centenario Guanelliano

Scarica qui LOCANDINA dell'evento

a cura di Silvia Fasana

Venerdì 30 ottobre il cardinale Angelo Scola, con una solenne concelebrazione eucaristica alle ore 11.00 presso il Duomo di Milano, chiuderà l’anno centenario della morte di don Guanella nel Nord Italia.

Alla celebrazione parteciperà la famiglia guanelliana tutta (Figlie di Santa Maria della Provvidenza, Servi della Carità e Cooperatori), insieme ai Vescovi delle Diocesi in cui è presente l’Opera Don Guanella, agli ospiti, agli operatori, ai volontari e agli amici. «La testimonianza umana e spirituale di san Luigi Guanella è per tutta la Chiesa un particolare dono di grazia – così si è espresso Benedetto XVI il 23 ottobre 2011, in occasione della canonizzazione. - Nella sua testimonianza, così carica di umanità e di attenzione agli ultimi, riconosciamo un segno luminoso della presenza e dell’azione benefica di Dio».

La celebrazione sarà trasmessa in diretta televisiva su Chiesa TV (canale 195) e online sul sito della Chiesa di Milano ( www.chiesadimilano.it ), in modo che anche chi non potrà partecipare di persona possa seguire l’evento.

Il prossimo appuntamento sarà a Roma giovedì 12 novembre, festa di Maria Madre della Divina Provvidenza, per assistere all’Udienza particolare di papa Francesco alla famiglia guanelliana nell’Aula Paolo VI. Per informazioni e logistica: Suor Annarita 347.0705875; don Remigio 348.3163386; don Roberto 347.7459336.

Scarica qui LOCANDINA dell'evento

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Fotoposter di San Luigi Guanella

a cura di Silvia Fasana

Sabato 24 ottobre, in occasione del centenario della nascita al cielo del nostro Santo, le testate La Provincia di Como e La Provincia di Sondrio regaleranno con il giornale uno speciale fotoposter di San Luigi Guanella, grazie al contributo di un donatore che ha voluto rimanere anonimo. Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno voluto e hanno reso possibile questa bella iniziativa in ricordo di don Guanella!

 francobollo.jpg 21-10-2015
24 ottobre 2015: annullo filatelico delle Poste Italiane

a cura di Silvia Fasana

Sabato 24 ottobre, in concomitanza con le celebrazioni del centenario della nascita al cielo di San Luigi Guanella, dalle 9.30 alle 16.00 presso la Casa “Divina Provvidenza” di Como (via Tommaso Grossi 18) sarà disponibile uno spazio filatelico a cura di Poste Italiane, dove sarà possibile ottenere l’annullo della corrispondenza con il timbro appositamente creato in occasione del Centenario.

Il francobollo selezionato, emesso nel 2004, raffigura il Santo e sarà abbinato alle cinque cartoline filateliche, edite da Poste Italiane in tiratura limitata di 1.000 esemplari per ogni soggetto, che propongono i luoghi e il percorso della vita di don Luigi Guanella, comprese le solenni esequie del 1915 e la canonizzazione del 2011.

Le cartoline saranno raccolte in un elegante cofanetto personalizzato con l’ultima lettera scritta da don Guanella a don Leonardo Mazzucchi il 26 settembre 1915, da conservare a ricordo dell’evento.
Presso lo spazio filatelico temporaneo saranno inoltre disponibili le più recenti emissioni di francobolli, anche con tematiche attinenti alla manifestazione, che gli appassionati potranno acquistare insieme ai tradizionali prodotti filatelici di Poste Italiane: folder, pubblicazioni e tessere filateliche, cartoline, libri e raccoglitori per collezionisti.

Anche domenica 25 ottobre, in corrispondenza degli orari delle Ss. Messe nel Santuario del Sacro Cuore, sarà possibile ottenere il cofanetto con un’offerta a favore della Casa Divina Provvidenza.

L’annullo speciale, dopo l’utilizzo del 24 ottobre, sarà depositato presso lo Sportello Filatelico dell’Ufficio Postale di Como Centro per i sessanta giorni successivi, in modo da soddisfare le richieste di bollatura che perverranno dai collezionisti e dagli appassionati.

A conclusione del servizio il piastrino filatelico sarà depositato presso il Museo Storico della Comunicazione a Roma, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico all’EUR.

 guanella_24ottobre2015.jpg 21-10-2015
24 ottobre 2015: celebrazione del Centenario Nascita al Cielo di San Luigi Guanella

Scarica qui il PROGRAMMA DEGLI EVENTI - OTTOBRE 2015"

a cura di Silvia Fasana

Tutto è pronto per la solenne celebrazione del centenario della nascita al cielo del nostro Santo.

Sabato 24 ottobre, festa liturgica di San Luigi Guanella, nel Santuario del Sacro Cuore di Como si celebreranno SS. Messe alle ore 6.45, 10.30; 20.30. La solenne concelebrazione delle ore 10.30 sarà presieduta dal Superiore generale dei Servi della Carità, don Alfonso Crippa, con professione perpetua dei Confratelli Oscar Kasongo Ntabala, Marc Mamona Mamona, Eustace Diala Nnadozie, Selvakani Anthony Cruz.
La S. Messa solenne delle 20.30 sarà invece presieduta da S.E. mons. Pier Giacomo Grampa, vescovo emerito di Lugano.

Domenica 25 ottobre, anniversario della canonizzazione di don Guanella, SS. Messe nel Santuario del Sacro Cuore alle ore 7.00, 10.00, 11.45, 20.30.

Per informazioni: Casa Divina Provvidenza, via T. Grossi 18, Como; tel. 031.296892; e-mail corjesu@guanelliani.it.

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 corogap2015.jpg 16-10-2015
Il coro Gospel GAP all'evento "Tra STORIA e STORIE di vita"

Clicca qui per ascoltare e scaricare audio e testo

a cura di Silvia Fasana

In occasione dell’evento “Tra storia e storie di vita” di sabato 10 ottobre presso il Nuovo Mercato Coperto di Como, il coro Gospel GAP Gospel Always Positive ha presentato “Fermarsi non si può” il nuovo inno composto dal suo direttore, il maestro Carlo Rinaldi in occasione del centenario della morte di San Luigi Guanella.

Carlo Rinaldi è direttore oltre che del Coro GAP di Como anche alla guida del Sankofa Gospel Ensemble di Milano ed è Vicedirettore della nazionale gospel italiana, l’Italian Gospel Choir.

Ci spiega il maestro Rinaldi: «L’inno è nato all’inizio di quest’anno, quando mi è capitato di leggere un libro che mi avevano appena regalato “Un pensiero per ogni giorno” di don Luigi Guanella. Più mi addentravo nella lettura delle frasi del nostro Santo, più mi sembrava che quelle parole avessero già una loro musica, una travolgente musica di carità. E così, in occasione del centenario della sua nascita al cielo, per me è stato bello cercare di tradurre in note questa musica, nata delle sue parole, per ricordare la sua figura e la sua opera. E, quando, aprendo il volumetto su una pagina a caso mi sono imbattuto nella frase: “Siamo sulla strada che da terra ci conduce al Paradiso”, ho capito che quella doveva essere la frase iniziale e anche quella finale, perché esprime bene il tema del viaggio, del pellegrinaggio che è la vita, ma anche il dinamismo della carità, di quella “Chiesa in uscita” che raccomanda tanto anche Papa Francesco».Dinamismo che è ben evidenziato anche del ritornello, vero “cuore” dell’inno: «La carità è un saggio dell’amore (un giorno di colore) / È un dono celeste / Che si riceve in abbondanza da Gesù / Fermarsi non si può / Fino a che / Ci sono poveri cui provvedere».

Rinaldi ha anche preparato una versione in inglese “We can not stop, no more”, cantata lo scorso settembre in anteprima durante la Messa Gospel conclusiva del Secondo Workshop “Gospel 4 Africa” nel Duomo di Como con 250 corsisti. A breve saranno pronte anche le versioni in spagnolo e in francese, una sorta di viaggio attraverso le culture per rendere questo inno universale come lo è la carità di don Guanella, che continua ancora oggi attraverso i suoi preti, le sue suore e i laici guanelliani. L’inno sarà cantato anche in occasione dell’Udienza particolare che il Papa avrà con la Famiglia guanelliana il prossimo 12 novembre a Roma.

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 mercatocoperto2015.jpg 16-10-2015
L'evento "Tra STORIA e STORIE di vita"

Guarda le foto dell'evento

a cura di Silvia Fasana

Un intenso momento di riflessione tra poesia, musica, immagini e toccanti testimonianze di vita: sabato 10 ottobre, presso il Nuovo Mercato Coperto di Como, si è tenuto un particolarissimo ricordo del centenario della nascita al cielo di San Luigi Guanella dall’emblematico titolo “Tra storia e storie di vita”, proposto dalla Provincia “Sacro Cuore” dei Servi della Carità. Interessante la scelta della location, che come ha sottolineato il Superiore Provinciale don Marco Grega, è un luogo di incontro di genti e culture, per evidenziare come la santità debba mescolarsi con la gente e non rimanere un fatto privato, un po’ noioso, da chiudere in una chiesa o in un museo.

Numeroso, vario ed eterogeneo il pubblico presente: autorità, religiosi e religiose, operatori delle case guanelliane, gente comune che passava per caso e ha deciso di fermarsi, ma soprattutto tanti giovani curiosi e attenti, pronti ad emozionarsi per quanto veniva proposto. Perché questo evento è stato tutto un susseguirsi di forti emozioni, di quelle emozioni non effimere, ma in grado di cambiarti dentro, di aprirti gli occhi su uno spiraglio di vita nuova, più intensa, più piena.

Emozioni scatenate dall’energia travolgente del coro Gospel GAP, Gospel Always Positive; emozioni provocate dalla vibrante interpretazione (con Massimiliano Cossi) di mons. Saverio Xeres nei panni di un accanito anticlericale di cento anni fa, imbottito di pregiudizi e di ideologie, che conclude con la constatazione che gli ideali di carità di don Guanella sono un faro di civiltà e un motivo di speranza per un mondo nuovo.

Emozioni appena sussurrate dall’esibizione danzante di due ragazzi della Casa guanelliana di Lecco; emozioni fortissime suscitate dalla “provocazione” del giovane artista camerunese Francis Abiamba, in arte Afran che, gettando macchie di colore su una tela e tracciando alcuni apparenti scarabocchi, ha lasciato intravedere il volto di Cristo sofferente.

È lo scarto che diventa opera d’arte, il volto di un Cristo in grado di assumere su di sé la sofferenza del mondo per redimerla, come gli scarti della società attuale paradossalmente possono essere il vero motore di cambiamento verso un mondo più giusto e più bello, come ha sottolineato il sociologo Mauro Magatti nel suo intenso intervento. Magatti ha ricordato che la vera libertà non è chiudersi nella fortezza del proprio io, ma lasciarsi attraversare dalla realtà che ci circonda, prendendosi cura degli altri, come ha fatto don Guanella, perché questo dà una pienezza di vita altrimenti impossibile da sperimentare. In un crescendo di emozioni, si sono poi susseguiti brevi video con le testimonianze di un anziano, un profugo, un disabile, un ragazzo che hanno incontrato don Guanella attraverso i centri guanelliani.

La storia di don Guanella, che nella sua vita è stato motivo di speranza per i poveri, dunque “sfuma” oggi nelle storie di persone che, incontrandolo attraverso le sue Case, hanno ritrovato la speranza e la gioia di vivere. Questo è il senso vero della celebrazione del centenario della morte del Santo: non un’enfatizzazione retorica della sua figura, ma piuttosto una provocazione per il presente, uno stimolo per chi vive oggi ad avere la stessa attenzione alla realtà che don Guanella ha vissuto, un invito a vivere la sua capacità di accorgersi dei bisogni delle persone e di accoglierle.

Un messaggio valido oggi più che mai.

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 trastoriaestorie.jpg 02-10-2015
Tra STORIA e STORIE di vita

a cura di Silvia Fasana

Sabato 10 ottobre, presso il Nuovo Mercato Coperto (via Sirtori) di Como, si terrà “Tra storia e storie di vita”, un particolarissimo ricordo del centenario della nascita al cielo di San Luigi Guanella.

L’evento vede il patrocinio di Regione Lombardia, del Consiglio Regionale, della Provincia di Como, del Comune di Como e della Camera di Commercio di Como.

Ci spiega don Marco Grega, superiore della Provincia “Sacro Cuore” dei Servi della Carità, che ha organizzato l’evento: «Il ricordo della morte di don Guanella non deve essere un’occasione per l’ennesima enfatizzazione retorica della sua figura ma piuttosto una provocazione per il presente, uno stimolo per noi oggi ad avere la stessa attenzione alla realtà che don Guanella ha vissuto, un invito a vivere la sua capacità di accorgersi dei bisogni delle persone e di accoglierle. Questo momento non vuole essere dunque un convegno celebrativo del nostro Santo, ma vuole legare la sua storia personale alla storia di altre persone, di ieri e soprattutto di oggi. Questo è anche il significato del titolo scelto: “Tra storia e storie di vita”. Dunque in questo incontro racconteremo la storia di don Guanella che nella sua vita è stato motivo di speranza per i poveri, ma anche le storie di persone che anche oggi, incontrandolo attraverso le sue Case, hanno ritrovato la speranza e la gioia di vivere. Ci saranno infatti le testimonianze di un anziano, un disabile, un ragazzo, un profugo che hanno incontrato don Guanella attraverso i nostri centri guanelliani. Il fare memoria dell’origine del nostro carisma di carità ci deve spingere oggi a non accontentarci più di occuparci solo delle povertà ormai “istituzionalizzate”, di cui ci siamo sempre interessati, ma a lasciarci interpellare e coinvolgere anche dalle cosiddette “nuove povertà”, come ad esempio i migranti e i rifugiati. Questo significa saper leggere la realtà di oggi con gli occhi di don Guanella».

Particolare è la location scelta per l’evento di sabato 10 ottobre: uno spazio assolutamente “laico” e informale come il Nuovo Mercato Coperto di via Sirtori. Anche la sua forma sarà non tanto quella di un convegno frontale, ma quella di un dialogo che utilizza diversi linguaggi, da quello musicale a quello artistico, da quello visuale a quello della testimonianza diretta di storie e di persone.

Il programma prevede alle ore 9.15 l’accoglienza con il Coro Gospel GAP, seguita dalla presentazione dell’evento a cura di Alessandra De Stefano e dai saluti delle autorità presenti.

Alle ore 10.00 il contributo di mons. Saverio Xeres “La morte di un uomo, la fine di un’epoca, l’inizio di una speranza”; alle 10.30 “Scarti che diventano opere d’arte”, un’animazione di Afran, dei ragazzi della Comunità di Lecco e del Coro Gospel GAP. Seguirà alle 11.00 “La società di fronte agli “scarti”, riflessione di Mauro Magatti e “Speranze realizzate”, con le narrazioni di esperienze di vita delle persone accolte nelle strutture guanelliane. L’evento terminerà verso le 12.15 con i saluti e un buffet.

L’ingresso è libero.

Per informazioni: Casa Divina Provvidenza, via T. Grossi 18 Como; tel. 031.296892; e-mail corjesu@guanelliani.it.

 ottobre2015.jpg 25-09-2015
Chiusura Anno Centenario Guanelliano nella Provincia S. Cuore

Scarica qui il PROGRAMMA DEGLI EVENTI del 10, 24 e 30 OTTOBRE"

a cura di Silvia Fasana

Fervono i preparativi nella grande famiglia Guanelliana a Como per le numerose manifestazioni in programma per il mese di ottobre, che culmineranno sabato 24 con la festa liturgica del Santo, a conclusione dell’anno centenario della nascita al cielo di San Guanella, che il 24 ottobre 1915, verso le ore 14.15, nella sua camera di Como, rese l’anima a Dio.

Vediamo nel dettaglio gli eventi previsti:

Domenica 27 settembre Giornata degli Ex Allievi e Amici della Casa Divina Provvidenza, con S. Messa alle ore 10.00 nel Santuario del Sacro Cuore presieduta da don Davide Patuelli, assistente spirituale dell’Associazione. Visite guidate gratuite al Museo “Don Luigi Guanella” alle ore 10.45 e 16.00.

Lunedì 28 settembre, Adorazione eucaristica guanelliana nella cappella della Sacra Famiglia del Santuario del Sacro Cuore, dalle ore 9.30 dalle 17.30 e dalle 20.30 alle 21.30.

Sabato 3 ottobre “Discoteca del silenzio” (adorazione eucaristica notturna) nel Santuario del Sacro Cuore, ore 21.15.

Domenica 4 ottobre Giornata Missionaria Guanelliana presso la Casa “Divina Provvidenza” di Como, con S. Messa alle ore 11.45 nel Santuario del Sacro Cuore presieduta da don Guido Matarrese.

Sabato 10 ottobre “Tra Storia e storie di vita” ricordo del Centenario della morte di San Luigi Guanella, presso il Nuovo Mercato coperto di Como (via Sirtori), dalle ore 9.00 alle 12.30. Interverranno il Coro Gospel GAP, mons. Saverio Xeres, il prof. Mauro Magatti e l’artista Afran. Seguirà buffet. Nel pomeriggio, alle ore 16.00, nel Santuario del Sacro Cuore, durante la S. Messa, esprimeranno le loro promesse alcuni nuovi Cooperatori Guanelliani mentre altri le rinnoveranno. Presiederà la celebrazione il Superiore Provinciale don Marco Grega.

Mercoledì 21 ottobre Prima giornata del Triduo in preparazione alla festa di San Luigi Guanella, con Rosario alle ore 17.30, seguito dalla S. Messa alle ore 18.00 con omelia di don Paolo Oggioni

Giovedì 22 ottobre Seconda giornata del Triduo in preparazione alla festa di San Luigi Guanella, con Rosario alle ore 17.30, seguito dalla S. Messa alle ore 18.00 con omelia di don Paolo Oggioni

Venerdì 23 ottobre Anniversario della canonizzazione di don Guanella. Terza giornata del Triduo in preparazione alla festa di San Luigi Guanella, con Rosario alle ore 17.30, seguito dalla S. Messa alle ore 18.00 con omelia di don Paolo Oggioni.

Sabato 24 ottobre Festa liturgica di San Luigi Guanella; SS. Messe nel Santuario del Sacro Cuore alle ore 6.45, 10.30; 20.30. La S. Messa solenne delle ore 10.30 sarà presieduta dal Superiore Generale dei Servi della Carità don Alfonso Crippa, con professione perpetua dei Confratelli: Oscar Kasongo Ntabala, Marc Mamona Mamona, Eustace Diala Nnadozie, Selvakani Anthony Cruz. La S. Messa solenne delle 20.30 sarà presieduta da S.E. Mons. Pier Giacomo Grampa, Vescovo Emerito di Lugano.

Domenica 25 ottobre Anniversario della canonizzazione di don Guanella. SS. Messe nel Santuario del Sacro Cuore alle ore 7.00, 10.00, 11.45, 20.30.

Venerdì 30 ottobre solenne concelebrazione eucaristica nel Duomo di Milano, presieduta dal Card. Angelo Scola alle ore 11.00 per la conclusone ufficiale del Centenario della morte del Fondatore nella Provincia del Nord Italia e Svizzera.

Per informazioni: Casa Divina Provvidenza, via T. Grossi 18 Como, tel. 031.296711.

Scarica qui il PROGRAMMA DEGLI EVENTI del 10, 24 e 30 OTTOBRE"

 donGuanellaPellegrino2015_17.jpg 02-06-2015
Don Guanella nel Centro-Sud Italia: a Ferentino dal 29 maggio al 1 giugno

a cura di Silvia Fasana

«L'amore lascia il segno». A sottolinearlo è don Calogero Proietto, 44 anni, da settembre parroco a Sant'Agata, Ferentino, mentre delinea un primo bilancio dell'ultima tappa del pellegrinaggio delle reliquie di San Luigi Guanella, conclusosi questa mattina nella cittadina del frusinate.

«È stato il tema scelto per sottolineare il suo passaggio, approfondito negli interventi del vicario generale don Umberto Brugnoni, nel pontificale del vescovo mons. Ambrogio Spreafico e nella celebrazione presieduta dal Vicario generale della diocesi mons. Nino Di Stefano».

Una tre giorni di iniziative semplici e di profonda preghiera caratterizzate dalla partecipazione straordinaria di fedeli, cittadini ed autorità. L'arrivo venerdì 29 tra gli sbandieratori in Piazza Matteotti; la processione sulla via Consolare verso la parrocchia guanelliana. Quindi la concelebrazione, presieduta dal Vicario della Diocesi e la veglia di preghiera notturna animata dai ragazzi del movimento giovanile guanelliano: «una notte con il santo» sottolinea don Calogero «trascorsa con giovani pieni di entusiasmo e gioia, proprio accanto a lui».

Sabato la Messa con gli studenti, nel pomeriggio la preghiera con i bambini del catechismo e a seguire la messa per gli ammalati. In serata ancora un concerto, omaggio alla santità di don Luigi ed una cena fraterna. Domenica 31 la preghiera di affidamento e la celebrazione presieduta dal vescovo Mons. Spreafico, in serata la celebrazione presieduta dal Vicario dei Servi della Carità e questa mattina la partenza dell’urna, «sostata prima presso una casa per ragazzi disabili – spiega don Calogero - quindi presso la prima cappella dedicata a San Luigi nel 1964, dopo la beatificazione, in zona Fresine».

San Luigi era giunto a Ferentino nel 1908, recuperando un vecchio convento francescano e trasformandolo in orfanatrofio, divenuto dal 1947 parrocchia.

Risposte a vecchie e nuove povertà: «Oggi – sottolinea don Calogero - lavoriamo con la Caritas cittadina e quella parrocchiale sulle urgenze del momento: stranieri, famiglie senza lavoro o a stipendio ridotto, in difficoltà tra bollette, mutui e spese per i figli». Crescente l’attenzione all’accompagnamento pastorale delle famiglie. Significativa la realtà giovanile, vera speranza per il futuro. Ancora attenzione alla pastorale degli ammalati e degli anziani.

Interrotto in questi giorni il pellegrinaggio di famiglie e bambini, compresi quelli della scuola pubblica a lui intitolata. «I pensieri della gente sono tanti oggi. Il passaggio ha permesso di andare oltre la curiosità, offrire l’opportunità di coglierne la testimonianza vivente, suscitare un rinnovato anelito alla santità». L'urna, partita il 16 aprile da Como e attualmente in viaggio, rientrerà in serata nel Santuario del Sacro Cuore, dopo aver sostato in 18 diverse città del Centro-Sud Italia, presso le comunità e le opere promosse da religiosi e religiose delle due Congregazioni guanelliane.

Laura Galimberti

 donGuanellaPellegrino2015_16.jpg 01-07-2015
Don Guanella nel Centro-Sud Italia: ad Agrigento dal 23 al 28 maggio

a cura di Silvia Fasana

«Una benedizione e una conferma»: così commenta don Aldo Mosca, parroco alla Madonna della Provvidenza, il passaggio dell’urna con le spoglie di San Luigi, che dal 23 al 28 maggio, dopo sessant’anni di presenza dei guanelliani ad Agrigento, ha sostato presso la comunità. «Benedizione perché ci siamo sentiti nel cuore della Congregazione e abbiamo percepito il bene che ci vuole; conferma del cammino che stiamo percorrendo, da portare avanti con rinnovato entusiasmo per generare comunione e missione nella Carità».

VIDEO: Da AgrigentoTVweb

Una realtà quella parrocchiale che vive quotidianamente alcune urgenze: «l’accoglienza dei migranti - spiega don Aldo – che noi stessi abbiamo sperimentato in prima persona la notte di Pasqua, quando in 180 tra donne e bambini eritrei, fuggiti dai centri di accoglienza, hanno bussato alle nostre porte. Sono stati i “ragazzi del muretto” alle 24 ad avvisarci; loro “lontani” sono stati i primi a raccogliere il loro grido di aiuto e così abbiamo potuto provvedere dando cibo, sistemandoli per la notte nelle sale della parrocchia per poi con l’aiuto delle autorità il giorno successivo aiutarli a proseguire il viaggio». È un’urgenza che chiede a noi, alla città, alla Chiesa tutta risposte più coese e decise, abbandonando interessi di parte che generano solo malfunzionamento. .

Altra povertà gli anziani: «sono una risorsa in tempo di crisi, grazie alla loro pensione per i figli. Ma spesso vengono per questo solo usati e privati di cura ed affetto. Rispondiamo in parrocchia con un oratorio che è anche per loro, dove giovani, mamme, ragazzi trovano tutti il proprio spazio per generare nuove e fraterne relazioni». Diversi i momenti di preghiera e festa promossi dalla comunità guanelliana in occasione della presenza del Santo: la Veglia cittadina di Pentecoste, presieduta dal card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, negli spazi all’aperto della parrocchia, sabato 23. «Abbiamo bisogno di ricordarci che siamo figli del fuoco e del vento. La misura della fede è la carità”, ha sottolineato insieme al monito “non si può essere cristiani se si chiudono le porte ai diversi, ai più piccoli, a chi ha la pelle di un colore differente»..

VIDEO: Da AgrigentoTVweb

Domenica 24 la Festa della famiglia, coordinata dal Gruppo Famiglie dell’Opera Don Guanella e dai giovani dell’M2G, conclusa con la celebrazione presieduta da don Umberto Brugnoni, vicario generale dell’Opera, e la benedizione delle coppie. Allestita, nei giorni di presenza dell’urna in città, dai sacerdoti guanelliani di Agrigento – don Aldo Mosca, don Giovanni Amico e don Jayasoosai Marianathan Arockiasamy – una mostra sulla figura di don Luigi Guanella e le numerose attività della parrocchia ispirate alla spiritualità del santo. Un’ iniziativa pensata soprattutto per gli alunni delle scuole che hanno preso parte all’evento. Diversi ancora i momenti condivisi: la recita del Rosario Guanelliano, lunedì 25; la veglia di preghiera comunitaria, martedì 26, la conferenza “Educare alla vita”, nel pomeriggio di mercoledì 27 e la fiaccolata per le vie del quartiere prevista per la sera..

«Il pellegrinaggio è stata l’occasione per dare un volto a un nome che è nel cuore di tanti agrigentini: don Guanella è parte dell’infanzia, della crescita e della vita di tanti. Ad Agrigento – conclude don Aldo - “don Guanella” fa rima con Vita, perché la nostra missione è quella di affiancarci come compagni di viaggio ad ogni “uomo” in ogni momento della sua esistenza. Si viene “al Don Guanella” – aggiunge - perché c’è chi si occupa di chi non è ancora nato e rischia di non farlo, grazie al Centro Aiuto alla Vita; c’è chi si occupa della formazione cristiana delle giovani generazioni e delle Famiglie. In Oratorio facciamo spazio allo sport e al gioco. Nei saloni del “Don Guanella” si incontrano persino gli ultras dell’Akragas; hanno trovato rifugio i disperati giunti su fatiscenti barconi della speranza; fanno fraternità giovani e meno giovani. Cerchiamo di metterci a servizio degli anziani del quartiere e non solo che trovano qui uno spazio a loro dedicato. Tutto questo ricorda la prima casa del “Don Guanella”: la chiamavano “l’arca di Noè”, perché dentro c’era di tutto. Anche da noi è così: nessuno resta fuori!»..

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Laura Galimberti

 donGuanellaPellegrino2015_15.jpg 01-07-2015
Don Guanella nel Centro-Sud Italia: al Santuario San Calogero di Naro dal 20 al 23 maggio

a cura di Silvia Fasana

Urna a Naro, accolta nel pomeriggio del 20 maggio al Santuario di S. Calogero. Numerosi i fedeli che hanno preso parte alla celebrazione eucaristica presieduta da mons. Melchiorre Vutera, vicario generale dell’Arcidiocesi di Agrigento.

«I guanelliani – spiega don Giacomo Panaro, rettore – sono arrivati in Sicilia nel 1947, quando il vescovo di Agrigento, mons. Peruzzo, amico di don Guanella, li chiamò per dirigere l’allora Orfanotrofio San Calogero». Ascolto, direzione spirituale, confessioni: «vengono da tutta la Regione e da fuori – sottolinea don Giacomo. In tanti sono appesantiti dalla mancanza di lavoro e non vedono futuro. I giovani per la maggior parte studiano altrove: Roma, Perugia, Parma, Milano, Torino o all’estero. Offriamo soprattutto ascolto e per quel che possiamo supporto concreto con distribuzione di generi alimentari tramite il banco alimentare». Oggi i religiosi, oltre alla cura pastorale del Santuario - affidato loro nel 1950 ed edificato nel 1599 sopra la grotta di San Calogero dove la tradizione vuole che il santo nero abbia dimorato per una parte della sua vita - sono presenti con la Residenza Sanitaria Assistenziale “Casa San Calogero” per l’accoglienza, l’assistenza, la cura e la riabilitazione di anziani non autosufficienti, disabili o affetti da morbo di Alzheimer.

«Gli anziani – sottolinea il direttore don Salvatore Apreda – hanno bisogno di una presenza amica, perché non si sentano trascurati nelle loro infermità». Un principio raccomandato nelle Costituzioni dei Servi della Carità che si esprime concretamente nelle tante premure e proposte offerte loro nei diversi centri. «La Casa è stata inaugurata nel 2003 e può accogliere per ricoveri temporanei di massimo dodici mesi, anziani non autosufficienti o adulti disabili, con ulteriori venti posti per soggetti affetti da Morbo di Alzheimer. Per loro offriamo una sistemazione residenziale il più possibile familiare, assistenza sanitaria, ma anche animazione e assistenza religiosa. Si accorgono che è una struttura diversa, nello stile di servizio, nella cura della persona a 360 gradi».

Denso il programma predisposto per rendere omaggio alle spoglie di don Guanella. In particolare venerdì 22 maggio alle ore 20.30 la Veglia Cittadina di Pentecoste e sabato 23 maggio alle ore 15.00 la Celebrazione di commiato e partenza dell’Urna per la parrocchia B.M.V. della Provvidenza di Agrigento.

Laura Galimberti

 donGuanellaPellegrino2015_14.jpg 01-07-2015
Don Guanella nel Centro-Sud Italia: a Messina dal 16 al 20 maggio

a cura di Silvia Fasana

Urna in arrivo alle 16 a Messina, in piazza Duomo. «In questa occasione come in altre – spiega don Nico Rutigliano, 53 anni, parroco a Messina dal 2011 - la gente del quartiere si mobilita, tira fuori il meglio di sé. I parrocchiani dedicano il loro tempo e le loro energie. C’è molta generosità e solidarietà. Tanti volontari per rendere accogliente la venuta di San Luigi Guanella: dal rifacimento della ringhiera e del muretto, alla pulitura dei muri interni della chiesa, dalla lucidatura dei pavimenti al volantinaggio per il quartiere del programma e poi bandierine, luci, pulizie generali, visita nelle scuole per far conoscere l’evento, torneo con i monelli dedicato a san Luigi Guanella».

La parrocchia SS. Salvatore è stata eretta nel 1953 e i guanelliani sono presenti dal 1966. «Un quartiere che oggi conta 12 mila abitanti ed è formato da abitazioni dell’Istituto Autonomo Case Popolari e da famiglie alloggiate in baracche che attendono un casa dal comune di Messina».

Diversi i bisogni percepiti: «Oltre alla povertà materiale – sottolinea don Nico - dovuta alla crisi economica, vi sono problematiche che riguardano la periferia della città, il disagio di un territorio molto povero di beni materiali ma molto ricco in umanità. C’è un alto tasso di disoccupazione giovanile e di dispersione scolastica. Vi sono famiglie ferite, ma anche risposte di aiuto». La parrocchia in risposta offre tra l’altro un Centro di Ascolto e il servizio della Caritas. «Cerchiamo di andare incontro alle famiglie povere e di lavorare in rete con le altre parrocchie limitrofe, con le scuole “Nino Ferraù” e “Albino Luciani”, con i CAG (Centri di Aggregazione Giovanile) e le associazioni presenti sul territorio». Il servizio di carità è fantasioso e creativo. «Si è voluto in particolare realizzare un gesto di carità per i poveri, denominato “Non sappia la destra quello che fa la sinistra”, stanziando 400 euro alla Caritas parrocchiale che, dopo aver individuato dieci famiglie più bisognose tra le centocinquanta che serve ogni mese, ha fornito loro un buono spesa da utilizzare nei modi e nei tempi da loro scelti».

A Fondo Fucile in particolare i guanelliani sono riusciti ad attivare l’Oratorio “San Luigi Guanella”, nel seminterrato della Scuola materna “Gazzi-Fucile”, data in comodato alla parrocchia per dodici anni. Con l’aiuto della Caritas diocesana sono stati eseguiti i lavori di ristrutturazione e messa a norma. Tanta la manodopera volontaria dei parrocchiani. Tra i servizi ora offerti a circa centocinquanta tra bambini ed adulti, sostegno scolastico - in accordo con la scuola - corsi di danza per bambine e di ginnastica per le mamme due volte a settimana, grazie ad insegnanti volontarie, laboratori musicali e artigianali; per i più piccoli laboratori creativi di manipolazione e animazione ludico-ricreativa; progetto per anziani. Ancora corsi di sartoria, taglio e cucito, uncinetto. Venticinque gli adulti volontari, nessuno stipendiato. Numerose inoltre le sinergie con associazioni, parrocchie e movimenti che offrono turni di servizio. Da ottobre scorso infine in luogo di una discarica, l’inaugurazione di un campo da calcetto in terra battuta per accogliere i ragazzi del quartiere, ribattezzato subito “campo dei monelli”.

Con don Nico nella comunità dei religiosi anche don Arcangelo Biondo, superiore locale e don Jesu Raj Savarimuthu, vice parroco.

L’urna resterà in parrocchia fino al 20 maggio. Oggi alle 16.00 l’arrivo e alle 18.00 la Messa in Cattedrale presieduta da mons. Calogero La Piana, Arcivescovo della Diocesi di Messina. Domenica mattina la processione a Villaggio Aldisio e alle 10.00 la Messa presieduta da don Umberto Brugnoni, Vicario generale dei Servi della Carità – Opera Don Guanella. Alle 12.00 a presiedere un’altra celebrazione eucaristica sarà invece P. Tanino Tripodo, Vicario generale della Diocesi e direttore Caritas. Nel pomeriggio il “Torneo di calcio don Guanella” con i giovani del quartiere e in serata “Sulle strade della Carità”, musica e preghiera con veglia notturna. Lunedì l’incontro con i giovani della scuole e nel pomeriggio con clero e consacrati, con video sulla vita di San Luigi, mostra guanelliana e conferenza sulla presenza dei guanelliani a Messina, a cura del prof. Salvatore Cannella. Il 20 la celebrazione per gli ammalati, presieduta da don Arcangelo Biondo e la partenza per Naro, passando da Fondo Fucile. «Conoscere don Guanella sia stimolo per emulare le sue virtù di carità, servizio, amore al prossimo» conclude don Nico. «Ha saputo rispondere ai bisogni del suo tempo. Il suo passaggio nelle nostre realtà ci sproni a trovare soluzioni e percorsi adatti ai nostri tempi per superare crisi e disagio».

Laura Galimberti

Il video della Diocesi di Messina

 donGuanellaPellegrino2015_13.jpg 01-07-2015
Don Guanella nel Centro-Sud Italia: in Sicilia dal 16 al 28 maggio

a cura di Silvia Fasana

È in occasione del centenario della sua morte, avvenuta il 24 ottobre del 1915, che l’urna contenete il corpo di San Luigi Guanella sta raggiungendo le parrocchie e i centri educativo – assistenziali dell’Opera Don Guanella in Sicilia: Messina (16-20 maggio 2015) prima, e Naro (20-23 maggio) ed Agrigento poi (23-28 maggio).

«Concretamente l’urna è una struttura molto semplice e d’impatto che contiene il corpo di don Guanella. Incontrarci attorno ad essa - dice don Aldo Mosca, sacerdote guanelliano che guida la parrocchia B.M.V. della Provvidenza ad Agrigento - è l’occasione per dare un volto a un nome che è nel cuore di tanti agrigentini: don Guanella è parte dell’infanzia, della crescita e della vita di tanti. È anche occasione per conoscere l’origine della spiritualità di tanti sacerdoti che la Sicilia ha amato».

«Oltre a farlo conoscere, la sua presenza tra noi sarà stimolo ad emulare le sue virtù di carità, servizio, amore al prossimo. Don Guanella - dice don Nico Rutigliano, guanelliano della comunità di Messina - ha saputo rispondere ai bisogni del suo tempo. Il suo passaggio nelle nostre realtà ci sproni a trovare soluzioni e percorsi adatti ai nostri tempi per superare crisi e disagio. La santità di san Luigi Guanella è una forma attraente anche per il nostro tempo perché è attenta all’uomo, si prodiga per lui e si rivolge a Dio per attingere forza e nutrimento. Egli è un campione del Vangelo soprattutto nelle opere di carità: che la sua venuta tra noi segni anche l’inizio di servizi di carità alla persona fragile ed emarginata! Ci auguriamo che siano giorni in cui si innalzano al cielo potenti preghiere - aggiunge - perché lo Spirito scuota i nostri animi, riscaldi i nostri cuori a mettere mano ad opere sociali di carità, interventi culturali di sensibilizzazione, impegni di prevenzione e cooperazione a favore dell’uomo d’oggi. In campo pedagogico abbiamo un modello da indicare. In campo religioso abbiamo un santo da imitare. In campo spirituale abbiamo un maestro da seguire nella forma filiale della preghiera e nella forma operosa della carità. Don Guanella è un uomo di periferia, che ha attraversato le strade dell’umanità sofferente. La periferia Sud della città di Messina - dice ancora don Nico - ci vede impegnati a portare avanti il carisma guanelliano tra i monelli di Fondo Fucile, ad affrontare con i cooperatori guanelliani le povertà delle famiglie del nostro territorio che attraversano la comune crisi economica che attanaglia tutta l’Italia. Insieme agli uomini e le donne di buona volontà abbiamo assicurato un centro di aggregazione, con l’oratorio e il campetto intitolato a San Luigi Guanella, che tenta di offrire una proposta educativa al territorio: ragazzi e giovani. Raggiungiamo le famiglie col centro di ascolto e con la visita alle famiglie. In questo territorio di forte disagio sociale ci proponiamo come punto di riferimento di preghiera e di carità, come voleva don Guanella, per “dare pane e Signore”».

«A Naro i beniamini sono gli anziani, ai quali è dedicata la Casa. Ad Agrigento don Guanella fa rima con vita. In parrocchia - a parlare è don Aldo Mosca - cerchiamo di affiancarci all’uomo in ogni momento della sua esistenza, di farci compagni: c’è chi si occupa di chi non è ancora nato e rischia di non farlo; abbiamo la catechesi per i bambini e i gruppi per i giovani; in oratorio facciamo spazio allo sport e al gioco; nei nostri saloni si incontrano gli ultras dell’Akragas, hanno trovato rifugio i disperati giunti su fatiscenti barconi della speranza, fanno fraternità giovani e meno giovani; dedichiamo tempo e spazio a gruppi e movimenti dal carisma differente per accompagnare gli adulti nel loro cammino di uomini e di cristiani. Siamo riferimento per gli anziani del quartiere e non solo che trovano al don Guanella uno spazio a loro dedicato. Mi viene da pensare alla prima casa guanelliana: la chiamavano “l’arca di Noè”, perché dentro c’era di tutto. Anche da noi è così: nessuno resta fuori».

Intanto nelle due diocesi fervono i preparativi.

«Catechesi, momenti di preghiera e di conoscenza del nostro Santo fondatore, una particolare sensibilizzazione dei ragazzi e dei giovani, la nascita di un coro che possa accompagnarci nei giorni della sua presenza tra di noi... potrei fare un lungo elenco delle iniziative. Ciò che le accomuna è una fede convinta ed entusiasta, cha nasce dalla conoscenza quotidiana dello stile guanelliano, fatto di accoglienza, vicinanza, amore».

«Siamo certi che il nostro Santo potrà essere occasione propizia per la crescita umana e cristiana di ciascuno - dice don Salvatore Apreda, della comunità guanelliana di Naro - davanti all’Urna di San Luigi Guanella ci aspettiamo di riuscire ad affinare i nostri sensi fisici e spirituali. Gli occhi, per vedere che è sempre Dio che fa. L’udito per distinguere sempre meglio il grido del più povero che viene a dirci: “Io non ho nessuno!”. L’olfatto per percepire il profumo di Cristo in mezzo a noi e l’odore delle pecore da accompagnare ai quieti pascoli. Il gusto per poter apprezzare il sapore della familiarità guanelliana e la sapidità della fraternità nel vincolo della carità. Il tatto per esprimere in ogni gesto e in ogni nostro servizio la prossimità di Dio Padre, la sua tenerezza e il suo amore misericordioso».

I sacerdoti guanelliani presenti in Sicilia, oltre ai già citati don Nico Rutigliano, don Aldo Mosca e don Salvatore Apreda, sono: don Arcangelo Biondo e don Jesu Raj Savarimuthu a Messina; don Giovanni Amico e don Jayasoosai Marianathan Arockiasamy ad Agrigento; don Giacomo Panaro e don Piergiorgio Simion a Naro.

www.chiesedisicilia.org

 pellegrinaggio_oggetti.jpg 27-05-2015
30 maggio - fine ottobre 2015: Pellegrinaggio oggetti di don Guanella in Spagna e Sud America

a cura di Silvia Fasana

Dal 30 maggio alla fine di ottobre alcuni oggetti appartenuti a San Luigi Guanella saranno in pellegrinaggio per le comunità guanelliane di Spagna e Sud America.

«Sono le uniche fuori del Museo Guanelliano» spiega P. Ciro Attanasio, consigliere generale e referente per l’area latino americana, «tra le altre le scarpe, il tricorno, il panno con cui hanno asciugato il sudore di don Guanella».

Il 31 maggio sono arrivate in Spagna, dove i guanelliani festeggiano quest’anno i 50 anni di presenza, e da qui il trasferimento l’11 giugno in Messico, Guatemala e Colombia.

L’11 luglio è previsto l’arrivo in Brasile, dove visiterà le comunità dei Servi della Carità e delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza. Il 4 settembre il trasferimento in Argentina, quindi in Paraguay e Cile e alla fine di ottobre il rientro da Santiago del Cile a Roma.

Per ogni tappa previsti momenti di preghiera, conferenze, incontri per mettere in risalto la figura, la spiritualità e il carisma di don Guanella. «Un momento forte di animazione spirituale, per le nostre comunità, le nostre case di formazione, i nostri Istituti educativi, riabilitativi, assistenziali e per le nostre parrocchie» sottolinea P. Attanasio. «Le reliquie sono strumenti molto validi che riportano all’umanità del Santo, al suo impegno, alla sua lotta spirituale, al suo affidamento alla volontà di Dio».

In particolare viaggeranno per le comunità sudamericane una reliquia “ex-ossibus”, tolta dal corpo di don Guanella, un pezzettino di legno della cassa dove fu deposto il corpo di don Guanella fino al 1964, anno della Beatificazione; il libro di preghiere: “Giornale per un’anima amante di Gesù sacramentato e crocifisso”, edizione 1911, usato da don Guanella, segno del suo instancabile pregare; il panno, con autentica, con il quale asciugarono il sudore di don Guanella nel letto della sofferenza; il tricorno, sua vocazione sacerdotale, con certificazione di don Sperandio Filisetti; le scarpe, segno dell’infaticabile andare a soccorrere i poveri e del “carisma della carità”, con certificazione di don Leonardo Mazzucchi; Il volumetto “Andiamo al Padre”, scritto da don Guanella, edizione del 1927, in cui si sottolinea la paternità di Dio, punto centrale della sua spiritualità.

Ancora il volumetto “Nel mese dei fiori”, scritto da don Guanella, edizione del 1926, a testimoniare la devozione alla Vergine Maria, Madre della Divina Provvidenza e una fotocopia di una lettera scritta da don Guanella dalla città di Milano del 14 febbraio 1901 in cui manifesta la sua fiducia nella Divina Provvidenza. I guanelliani sono giunti in America Latina nel 1925, a Tandil, Argentina, a 360 km da Buenos Aires, dove sono attualmente presenti le religiose guanelliane. Tra le missioni portate avanti scuole, parrocchie, un casa di riposo e semiconvitti.

Nel 1940 sono giunti in Paraguay. Dal 1947 sono presenti in Brasile con ora otto scuole, due case di risposo, una casa per disabili, dodici parrocchie e cinque semiconvitti. Nel1948 sono giunti in Cile dove sono impegnati nella promozione degli anziani in una casa per disabili, nella pastorale parrocchiale e sul fronte dell’educazione, con diverse scuole. Dal 1965 sono in Spagna, con una parrocchia, una casa per disabili e la recente presenza di una comunità di religiosi ed una di religiose lungo il Cammino di Santiago. Più recentemente sono giunti in Messico (1983) dove sono presenti in due parrocchie ed una casa per disabili, in Colombia (1987) con una scuola, una parrocchia ed una casa per disabili e Guatemala (1997) con un centro per diversamente abili.

Laura Galimberti

 logo_museo.jpg 22-05-2015
Mostre tematiche al Museo “Don Luigi Guanella”

a cura di Silvia Fasana

In occasione dell’Anno centenario della nascita al cielo di San Luigi Guanella (1915-2015), ogni mese sarà allestita presso il Museo “Don Luigi Guanella” di Como una mostra temporanea con un oggetto o un documento che si rifà all’avvenimento della vita del Santo ricordato dalle giornate mensili di adorazione eucaristica.

Per informazioni e prenotazioni: don Adriano, tel. 031.296894.

GENNAIO

15 gennaio 1915 porta soccorso ai terremotati della Marsica.

Nel mese di gennaio, in ricordo del viaggio che don Guanella compì nel gennaio 1915 ad Avezzano, nella Marsica, pochi giorni dopo il terremoto che colpì questa regione, per valutare come poter portare aiuto alle comunità colpite, sarà esposto l’originale della lettera che egli scrisse in quell’occasione a don Leonardo Mazzucchi.

FEBBRAIO

24 febbraio 1866: riceve il diaconato nella cappella della SS. Trinità nel seminario maggiore di Como.

Nel mese di febbraio, in ricordo dell’ordinazione Diaconale del chierico Luigi Guanella, sarà esposta in Museo la riproduzione della lettera (g. c. dal Centro Studi “Nicolò Rusca” - Archivio storico della Diocesi di Como) che egli scrisse qualche settimana prima a mons. Ottavio Calcaterra, Vicario Generale della Diocesi, per chiedere la promozione al Diaconato.

MARZO

24 marzo 1908: emette la solenne professione religiosa con i primi confratelli come Servi della Carità.

Nel mese di marzo, in ricordo della prima professione religiosa di don Guanella e del primo gruppo di confratelli come Servi della Carità, sarà esposto il registro ufficiale con gli atti di emissione dei voti.

APRILE

8 aprile 1852: riceve la prima Comunione a Campodolcino.

L’8 aprile 1852, nel giorno della sua prima Comunione, in un momento di solitudine sull’altura di Gualdera, il piccolo Luigi ebbe un’intuizione di quella che sarebbe stata la sua futura missione: «nel suo cuore si svolgeva un passaggio di soave dolcezza, quasi di paradiso, che lo persuadeva a forti propositi di bene». A memoria di questo avvenimento, nel mese di aprile resterà esposta in Museo la lettera che don Guanella molti anni più tardi invierà al nipote don Costantino, esprimendogli il suo concreto interessamento per la costruzione di una cappella a Gualdera, un luogo che gli era rimasto profondamente nel cuore.

MAGGIO

26 maggio 1866: è ordinato sacerdote da mons. Bernardino Frascolla nella cappella di S. Michele all’interno del palazzo Vescovile di Como.

Nel mese di maggio, in ricordo dell’ordinazione sacerdotale di don Luigi Guanella e della sua prima Messa (26 maggio – 31 maggio 1866), sarà esposto l’originale della lettera che egli scrisse poco tempo prima a don Francesco Adamini, esprimendogli la sua gioia e la sua trepidazione.

GIUGNO

30 giugno 1849: riceve la Cresima da mons. Carlo Romanò nella Parrocchiale di Campodolcino.

Nel mese di giugno, in ricordo della cresima ricevuta dal piccolo Luigi, sarà esposta la copia del suo atto di Cresima, tratto dal Liber Confirmatorum ab Anno 1742 dell’Archivio Parrocchiale di Campodolcino.

LUGLIO

17 luglio 1881: deve lasciare Traona e si trasferisce a Gravedona.

Nel mese di luglio, in ricordo del trasferimento a Gravedona di don Guanella dopo la dura esperienza di Traona, sarà esposta in Museo la copia della lettera che egli scrisse all’amico don Giovanni Bosco raccontandogli le difficoltà di quel periodo.

AGOSTO

26 agosto 1881: raggiunge il piccolo paese di Olmo.

Nel mese di agosto, in ricordo dell’esperienza di don Guanella a Olmo, sarà esposta la riproduzione della lettera (g. c. dal Centro Studi “Nicolò Rusca” - Archivio storico della Diocesi di Como) che egli scrisse in quel periodo al Vescovo, mons. Pietro Carsana, comunicandogli la propria rinuncia alla nomina a Economo spirituale di quel paese.

SETTEMBRE

27 settembre 1915: nella sala da pranzo del suo appartamento di Como è colto dalla paralisi che lo condurrà alla morte.

Nel mese di settembre, in ricordo di questo avvenimento, sarà esposto l’originale dell’ultima lettera che don Guanella scrisse a don Leonardo Mazzucchi il giorno prima di essere colpito dalla paralisi, preannunciandogli la sua prossima visita a Pianello del Lario. Visita che, purtroppo, non avvenne mai.

OTTOBRE

24 ottobre 1915: muore a Como

Nel mese di ottobre, in ricordo di questo avvenimento, sarà esposto il telegramma inviato il 21 ottobre 1915 (durante l’agonia di don Guanella) da don Luigi Orione a don Aurelio Bacciarini, dal quale emerge il rapporto di profonda stima e di sincera amicizia tra i due Santi, che oltre ad avere in comune il nome, condividevano la medesima fiducia nella Provvidenza Divina e il fervore della carità evangelica.

a cura di Silvia Fasana

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Don Guanella nel Centro-Sud Italia: a San Ferdinando dal 14 al 16 maggio

a cura di Silvia Fasana

San Ferdinando, 4200 abitanti: un paese nato nel 1840. Poco distante Eranova con 300 abitanti, piccola frazione nata quarant’anni fa. Due le parrocchie guanelliane presenti da circa venticinque anni: San Ferdinando Re e San Giuseppe. «Siamo nella piana di Gioia Tauro» spiega don Nino Massara, 75 anni, calabrese della Jonica, da cinque anni parroco a San Ferdinando, già responsabile al Trionfale, a Messina, direttore a Napoli del Centro “Fernandes” e a Fasano delle Comunità del Sacro Cuore.

Diverse le urgenze. «Bisogni materiali che interessano famiglie italiane, bulgare o rumene. Ho preso accordi con il panettiere, il farmacista. Consegno a chi ha bisogno dei foglietti con il timbro della parrocchia e poi passo a pagare». Per i bambini degli immigrati un servizio di sostegno scolastico. Tra ottobre/novembre e febbraio/marzo, tempi di raccolta della frutta, aumenta il flusso dei migranti stagionali: «Due volte a settimana prepariamo la cena per centoquaranta persone, con il coinvolgimento di tutta la comunità». Vicino, la tendopoli con circa cinquecento africani – ma i numeri oscillano tra stanziali e di passaggio - che gravitano su Rosarno, con parrocchiani che collaborano con la chiesa di riferimento.

Ma i bisogni sono innanzitutto culturali. I guanelliani sono ad Agrigento, Napoli, San Ferdinando, Messina. «Incontriamoci con i vescovi – propone don Nino - per elaborare una pastorale specifica per queste zone, come proporre una via forte di riscatto e dignità». Il Comune è stato sciolto per mafia tre volte. «Il compito del parroco va ben oltre: si tratta di accompagnare a comprendere diritti e doveri, partendo dalla dignità di ogni uomo».

Numerose le realtà nate dalla parrocchia: la catechesi per 30-40 bambini; il gruppo dei cooperatori guanelliani, i giovani, la confraternita dell’Immacolata, il gruppo Padre Pio, le amiche di Santa Giovanna Antida, il gruppo di preghiera del Sacro Cuore, il Centro di aiuto alla vita, la Caritas.

«La famiglia tiene, spesso cura eroicamente anziani e malati. È forte la religiosità. Dio è sentito come presente nella vita dalle persone. Al passaggio di San Luigi l’aspetto devozionale esploderà, ne sono certo. Il problema sarà fuori il portone. Che don Guanella ci provochi e illumini, ci aiuti lui - lombardo, che ha saputo apprezzare i calabresi - a riscoprire il meglio di noi e renderlo progetto per divenire noi stessi, finalmente, costruttori della nostra storia, aggiungo della nostra storia sacra».

Con don Nino sono due i religiosi che collaborano e risiedono nella comunità: don Mario Marino, che ha da poco celebrato il 50° di consacrazione, amico e apostolo dei piccoli e dei ragazzi, impegnato in questi giorni ad organizzare le olimpiadi nelle scuole, e don Kuriakose da poco inserito nella parrocchia. «È il più giovane e viene dall’India» ricorda don Nino. «Una comunità religiosa – sottolinea P. Luigi De Giambattista, consigliere generale dell’Opera don Guanella - chiamata a raccogliere con coraggio le tante sfide pastorali della chiesa locale e del territorio, contando sulla fede e la disponibilità della gente che ha bisogno di essere incoraggiata a camminare unita, esprimendo la varietà dei doni e delle capacità che il Signore a tutti distribuisce. Una comunità di discepoli/missionari, tutti in cammino».

L’urna arriverà questa sera (14 maggio) alle 19.00. Dopo l’accoglienza e la Messa, lo spettacolo musicale preparato dai giovani. Venerdì mattina la preghiera di sacerdoti, consacrati, ammalati, gruppi ecclesiali, anziani e comunità parrocchiali. Alle 18.00 la celebrazione e alle 21.00 un momento musicale con messaggi, testimonianze e canti guanelliani.

Sabato mattina dopo la Messa la preghiera dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Marvasi” di San Ferdinando, insieme alle famiglie, ai docenti e al Vescovo mons. Francesco Milito.

Alle 15.00 ci sarà la partenza dell’urna per Messina.

Laura Galimberti